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Sabato il ministro ad interim della Difesa ucraino, Yevhenii Khmara, ha detto: «Dopo che l’esercito ucraino ha colpito 15 dei più importanti centri logistici di Wildberries, ora è il turno di Ozon». Wildberries e Ozon sono due delle principali piattaforme di e-commerce russe: la prima è stata bersaglio di un’intensa campagna ucraina cominciata quest’estate, la seconda lo è diventata negli ultimi giorni. Alcune ore dopo la dichiarazione del ministro e nei giorni successivi l’Ucraina ha colpito magazzini di Ozon in varie località della Russia sud-occidentale, causando incendi e un crollo in borsa della società del 30 per cento, poi parzialmente recuperato.
L’Ucraina colpisce i magazzini degli e-commerce russi – che funzionano in modo simile ad Amazon – perché sostiene che il regime del presidente Vladimir Putin li utilizzi anche per commerciare materiale dual use, cioè tecnologie utili sia all’industria civile che a quella bellica (il governo russo nega). Per l’Ucraina è anche un modo per danneggiare l’economia russa, dato che Wildberries e Ozon hanno circa 4 milioni di dipendenti, più del 5 per cento della forza lavoro russa totale, e insieme vendono beni e servizi pari all’8,5 per cento del prodotto interno lordo russo.











