Fin dall’inizio, il successo di un social network si è misurato soprattutto sulla sua capacità di trattenere gli utenti il più a lungo possibile: Scroll infinito, autoplay, notifiche, like e algoritmi di raccomandazione sono stati progressivamente perfezionati proprio per questo. Ora il patteggiamento raggiunto da Meta con 48 Stati americani potrebbe cominciare a cambiare questa logica, almeno quando gli utenti sono minorenni. L’accordo da 16,68 miliardi di dollari raggiunto mercoledì ha interrotto il processo federale di Oakland nel quale Meta era accusata di avere progettato Facebook e Instagram con caratteristiche capaci di favorire comportamenti compulsivi tra bambini e adolescenti. La società non ha ammesso responsabilità, ma oltre al pagamento, distribuito nell’arco di dieci anni, ha accettato una serie di modifiche ai propri prodotti. Per gli under 18 americani, Facebook e Instagram diventeranno sensibilmente diversi da quelli utilizzati dagli adulti. Ci saranno limiti al tempo trascorso sulle piattaforme, un blocco durante la notte, controlli più severi sull’età e nuove impostazioni predefinite. Alcuni dei meccanismi più discussi, a partire dagli algoritmi di raccomandazione, resteranno però sostanzialmente immutati.