Le devastanti inondazioni che hanno colpito il Nepal potrebbero essere state innescate, almeno in parte, dal distacco di un enorme blocco di ghiaccio da un ghiacciaio himalayano, precipitato per oltre un chilometro verso il fondovalle. È la prima valutazione formulata da un gruppo di geologi e glaciologi sulla base delle immagini satellitari e dei segnali sismici registrati nell'area."Pare che un ghiacciaio della zona si sia sostanzialmente spezzato di netto, permettendo a una parte di esso di precipitare per poco più di un chilometro verticale fino al fondovalle", ha spiegato Daniel Shugar, geologo dell'Università di Calgary, in Canada, al New York Times. Ma le cause restano incerte. Secondo Shugar, tuttavia, è ancora troppo presto per escludere altri fattori che possano aver contribuito all'inondazione improvvisa, che ha lasciato centinaia di dispersi tra Nepal e Tibet.Gli scienziati ritengono che l'aumento delle temperature legato ai cambiamenti climatici possa aver accelerato il collasso del ghiacciaio, ma sottolineano che non è ancora possibile indicare con certezza una causa precisa. In base all'analisi preliminare, il 26 agosto un blocco di ghiaccio largo circa 600 metri si sarebbe staccato nettamente dal ghiacciaio, precipitando da un'altitudine di circa 5.200 metri e compiendo un salto di quasi 1.200 metri. Un terremoto di magnitudo 4,4 avvenuto poco prima in Tibet potrebbe aver contribuito al crollo.