Non è difficile capire come mai Mathieu van der Poel tenga tanto al Mondiale di mountain bike. «Nessuno ha mai vinto titoli mondiali in tutte le discipline. Sarebbe qualcosa di speciale». Campione del mondo su strada a Glasgow nel 2023, campione del mondo in carica nel ciclocross, un titolo che ha portato a casa addirittura otto volte (nessuno come lui nella storia), campione del mondo gravel nel 2024, gli manca soltanto il cross country per chiudere il cerchio della versatilità più estrema.
E farlo in un anno in cui non ha ottenuto successi nelle Monumento (ottavo a Sanremo, secondo al Fiandre, quarto a Roubaix) darebbe alla sua stagione un colore più intenso. Per quanto van der Poel non abbia mai mancato di dare spettacolo: gli ultimi 300 metri del suo Tour de France, con quel successo all’ultimo respiro sugli Champs-Élysées, sono un capolavoro che farebbe la sua figura in uno dei musei di Parigi. «Credo di poter essere soddisfatto di ciò che ho ottenuto nelle classiche. Ho raggiunto il livello che desideravo. Sono stato uno dei più forti alla Roubaix. Il modo in cui ho corso dopo mi dà la giusta motivazione. Certo, mi sarebbe piaciuto vincere un'altra Monumento, ma è irrealistico aspettarsi di vincerne una ogni anno».








