"Una delle sue doti più grandi credo sia stata quella di dare sicurezza e tranquillità ai dipendenti e, quindi, alle loro famiglie". Così Lamberto Frescobaldi (attuale presidente dell’Unione Italiana Vini), figlio di Vittorio, scomparso l’altra notte all’età di 97 anni.

Suo padre è stato un grande imprenditore conosciuto in tutto il mondo. Ma che babbo è stato?

"Un padre che ha sempre dato l’esempio positivo di come comportarsi nella vita. Un uomo concreto, quadrato, molto rispettoso delle persone. E umile, semplice. Gli piaceva documentarsi, studiare e, infatti, spesso diceva: ’Ci sono persone che parlano troppo senza sapere. Prima si dovrebbero preparare per non fare figuracce’".

Ricordi legati agli inizi dell’attività di suo padre?

"Si è laureato in Agraria a Firenze nel 1953, quando aveva già cominciato a lavorare nelle proprietà di famiglia affiancando mio nonno, suo padre. Dopo la guerra, con l’apertura delle frontiere, tanti prodotti arrivavano dall’estero. Il babbo pensò a come mettere a frutto i terreni difficili, sassosi del Chianti. Una volta confessò che avrebbe preferito un terreno seminativo in Maremma per coltivare il grano. Comunque, alla fine, capì che in realtà mancava il vino. Con un coraggio da leoni si mise a fare vigneti e con manovalanza interna costruì la cantina di Sieci. Fin da subito ha avuto una visione imprenditoriale e lungimirante".