La crisi tra Spagna e Marocco entra in una nuova fase, questa volta sul terreno della guerra cyber. Il collettivo di hacker algerini Jabaroot ha mantenuto la promessa annunciata nelle scorse settimane e ha diffuso quelli che presenta come i dati identificativi di oltre settantamila appartenenti ai servizi di sicurezza marocchini. Una pubblicazione che, oltre alle accuse formulate dal gruppo, solleva interrogativi sulla sicurezza delle strutture dello Stato marocchino e sui rapporti tra Rabat e Madrid.
Secondo Jabaroot, i dati riguarderebbero 70.380 persone appartenenti alla Direction Générale de la Surveillance du Territoire (Dgst) e alla Direction Générale de la Sûreté Nationale (Dgsn), le due principali strutture marocchine impegnate nell’intelligence interna e nella sicurezza nazionale. I quattro elenchi diffusi conterrebbero nomi, date di nascita, numeri dei documenti di identità, numeri identificativi dei dipendenti pubblici e anno di reclutamento.
Il collettivo sostiene che la pubblicazione confermerebbe l’esistenza di un piano ufficiale marocchino per usare la pressione migratoria nei confronti dell’Europa, a partire dalla Spagna. Jabaroot afferma inoltre di essere entrato in possesso di copie degli ordini di missione relativi ad agenti inviati a Castillejos, la città marocchina di Fnideq situata di fronte a Ceuta, prima e dopo gli eventi che hanno provocato la nuova crisi migratoria.












