CORTINA (BELLUNO) - La lente dell'Ansv puntata sull'incidente dell'elisoccorso in Falzarego. L'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ha aperto un'inchiesta su quanto accaduto sabato scorso durante un'operazione di soccorso sulle montagne attorno a Cortina, quando medico e paziente imbarellata sono scivolati, precipitando per diversi metri. L'obiettivo? Capire cos'è successo, definire l'esatta dinamica e soprattutto prevenire incidenti simili in futuro. Perché – va detto, a scanso di equivoci – le conseguenze di quell'inconveniente sono già state superate: nessuna ferita grave, niente di irreparabile, solo un grande spavento, lì sul momento. Ma è giusto analizzare l'accaduto, più in funzione di cautela e sicurezza per chi opera in contesti difficili come l'elicottero Falco, che per l'individuazione di profili di responsabilità.

LA NOTA «L'Ansv ha aperto un'inchiesta di sicurezza a seguito dell'evento che, il 22 agosto, a Passo Falzarego, ha interessato l'elicottero Bk117D-2 marche I-Slnd, durante lo svolgimento di operazioni Hems» si legge in una nota diramata ieri dall'Agenzia di sicurezza del volo. Agenzia che pur con linguaggio burocratico e asettico, prova a delineare il quadro dell'incidente. E descrive quanto registrato anche da alcuni video che sono girati via social nelle ore immediatamente successive. «Per cause da accertare, sembrerebbe che il flusso del rotore abbia provocato la perdita di equilibrio del medico e dell'infortunato, che riportavano ferite, mentre erano ancora al suolo nell'imminenza di venire imbarcati mediante il verricello». Ansv insomma, sembra andare dritta sulla causa-effetto: lo spostamento d'aria provocato dal rotore dell'elicottero, avrebbe fatto perdere l'equilibrio a barella e medico, fino a farli cadere per alcuni metri. Non c'è traccia di altri fattori scatenanti, quali massi o pietre precipitati dall'alto. L'INCIDENTE Come detto, l'incidente non ha avuto grosse conseguenze, per fortuna: il medico è stato dimesso qualche ora dopo con escoriazioni di vario genere, mentre l'infortunata – una escursionista 25enne di Venezia – non pare aver riportato ferite ulteriori rispetto ai traumi che avevano richiesto l'intervento di soccorso. Un bello spavento però sì, l'ha provocato. Sono le 10.30 di sabato, una giornata di sole splendente e cielo terso: perfetta per una gita in quota. Dalla zona di Torri Falzarego arriva una chiamata per un'escursionista infortunata. L'elicottero del Suem si alza in volo e interviene per soccorrerla. Dal velivolo viene sbarcato il personale medico. L'infortunata è caricata sulla barella e vengono analizzate le sue condizioni, non gravissime. L'elicottero rimane più in alto, vista l'area impervia in cui viene operato l'intervento di soccorso. Ma a un certo punto, ecco l'inconveniente: medico e barella scivolano e ruzzolano giù di qualche metro. Paura inevitabile. Poi arrivano le note di Ulss e Soccorso Alpino. E in serata la notizia delle dimissioni del medico e di rientrato allarme per l’escursionista.