Il caro-materiali torna al centro del dibattito sulla prossima legge di Bilancio e mette a rischio la tenuta dei cantieri pubblici.
Anche per evitare che l'aumento dei costi si traduca in nuovi ritardi, rallentamenti o addirittura blocchi delle opere pubbliche, servirebbero 20 miliardi di euro di risorse aggiuntive.
A quantificare il fabbisogno è stato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, intervenendo al Meeting di Rimini. «Io stesso, per il ministero, avrei bisogno di almeno 6 o 7 miliardi solo per compensare l'aumento dei prezzi sugli appalti che ho assegnato».
Altrimenti diversi cantieri potrebbero fermarsi già a settembre.
Un nodo da sciogliere al più presto, visto che oggi sono in corso lavori per circa 260 miliardi di euro in tutto il Paese.Il problema nasce dall'aumento dei costi delle materie prime e delle forniture necessarie per realizzare le opere pubbliche.










