di

Guido Santevecchi

Inviati centinaia di uomini dell’Esercito popolare. La risposta del presidente cinese segnala la dimensione eccezionale della calamità

«Concentrare al massimo ogni sforzo per soccorrere chi è stato colpito e ridurre il numero delle perdite umane». L’ordine di Xi Jinping è stato annunciato dall’agenzia statale Xinhua circa quattro ore dopo la frana piombata su un fiume che ha causato inondazioni nella zona di confine tra il Tibet cinese e il Nepal. La direttiva personale del presidente che richiede il «massimo sforzo» è la formula di rito che segnala la dimensione straordinaria di una calamità che si abbatte sul territorio cinese. Secondo la procedura di Pechino, l’annuncio dell’interessamento del presidente della Repubblica popolare arriva sempre dopo che la macchina dei soccorsi è stata messa in moto. Un vicepremier membro del Politburo è stato inviato con una squadra di alti dirigenti sul luogo della sciagura.

Solo in serata, una decina di ore dopo il terremoto, la tv statale cinese ha confermato che ci sono «molte perdite»: almeno 265 dispersi sul versante tibetano e già 3 corpi recuperati. Le notizie riguardano per ora solo Gyirong, posto di frontiera tra Cina e Nepal. Nelle immagini mandate in onda dal tg notturno di Pechino, tratte dalle telecamere di sorveglianza del piazzale di frontiera di Gyirong, si vede il momento in cui un muro di fango e acqua si abbatte sul posto, avvolgendo e spazzando via tutto. C’erano decine di pullman in attesa di passare i controlli e nel filmato si notano decine, centinaia di persone che corrono inseguite dalla nuvola grigia e poi ne vengono inghiottite. La conta dei morti è destinata ad aumentare.