Su uno dei cartelli gialli hanno scritto con il pennarello nero: "Non vogliamo contare i morti. Vogliamo contare i vivi". Lo striscione che apre il corteo in marcia per Pozzuoli chiede lo "stato d'emergenza per i Campi Flegrei". Al megafono, Laura Iovinelli, sfollata dal 2024, sottolinea: "È una cosa allucinante quello che stanno facendo al popolo flegreo. Ci sono migliaia di persone fuori casa. E le istituzioni?".
Sono almeno trecento persone quelle che si mettono in marcia, a quasi un mese dalla scossa magnitudo 4.7 del 31 luglio, per chiedere lo stato di emergenza per i territori colpiti dalla crisi del bradisismo. "Non si devono fare decreti ad scossam", dice Laura.
Ivana Di Cicco spinge il figlio disabile in carrozzina con un cartello che recita: "Io non posso correre per scappare dal terremoto, non posso scendere le scale da solo. Ho bisogno di una casa sicura. Ascoltate anche la mia voce". Mamma Ivana racconta: "Non auguro a nessuno quello che ho vissuto in quel momento, quando è arrivata la scossa. Devo solo pregare il Signore che mi faccia arrivare giù.
Chiedo una casa al piano terra".
Nel corteo, anche i rappresentanti dall'Associazione Casa Mia contro gli abbattimenti. Ad oggi gli sfollati sfiorano quota 4mila (sono 3.881 persone, 1.580 nuclei familiari) quasi 1.500 interventi effettuati dai vigili del fuoco. Ci sono anche 111 persone, pari a 40 nuclei familiari, che sono rientrati nelle proprie case. Ma è il futuro ad essere ancora pieno di incognite.








