È morto a Milano Domenico Papalia, alias don Micu, considerato per anni il capo delle ‘ndrine del Nord. Esponente quasi mitologico definito da alcuni pentiti “il rappresentante nazionale della ‘ndrangheta tutta”

È morto il “Papa della ‘ndrangheta”. Don Micu (Domenico) Papalia, 81 anni, è deceduto ieri notte nell’ospedale San Paolo di Milano, dov’era ricoverato dal 17 agosto scorso, per un tumore in fase terminale. Papalia era figura di vertice della ’ndrangheta. Era considerato per molto tempo il capo delle cosche operanti al nord, nel cuore della Lombardia, a Buccinasco.

Originario di Platì, centro aspromontano della provincia di Reggio Calabria, era stato condannato all’ergastolo per tre volte. Insieme ai fratelli Antonio e Rocco ha guidato la famiglia di ’ndrangheta trapiantata da Platì a Buccinasco. Si è sempre professato innocente. La sua detenzione è durata quasi 50 anni. Era uscito dal carcere di Parma il 17 luglio scorso su disposizione del Tribunale di Sorveglianza di Bologna, che gli aveva concesso i domiciliari per gravi motivi di salute.

«È stata una battaglia decennale davanti al tribunale della Sorveglianza nel nome del rispetto di un uomo malato nonostante gli ergastoli». Aveva dichiarato alla scarcerazione del suo assistito l’avvocata Ambra Giovene, che insieme alla collega Annarita Franchi ha assistito Papalia. Negli anni, più di uno si era prodigato a chiedere la scarcerazione del boss, in considerazione del suo stato di salute: dall’associazione “Nessuno tocchi Caino” ai Radicali ad associazioni varie e organi di stampa. Rita Bernardini, presidente di “Nessuno tocchi Caino”, alla notizia della scomparsa di Domenico Papalia, ha dichiarato: ”Ci siamo battuti perché gli fosse riconosciuta almeno la possibilità di morire accanto ai suoi cari. Così è stato. L’innocenza, quella vera che conta, è anche quella che si conquista e Domenico, pur vivendo in carcere, ha condotto una vita esemplare”.