Per Vittorio Gaudio, direttore asset management della banca, la Bce potrebbe alzare i tassi di 25 punti base entro ottobre, mentre negli Stati Uniti la Fed può permettersi di aspettare ma non troppo: «L’economia americana può tollerare anche uno o due rialzi. Il rischio sarebbe non fare nulla». Sull’Italia: «Non vedo grandi effetti sullo spread, il mercato ha premiato la prudenza del governo»
“Fed e Bce potrebbero procedere verso una nuova stretta monetaria, ma con tempi diversi”, lo spiega ad Adnkronos Vittorio Gaudio, direttore asset management Banca Mediolanum. “Negli Stati Uniti un rialzo dei tassi resta possibile entro la fine dell’anno, mentre in Europa, la pressione esercitata dai prezzi dell’energia potrebbe spingere Francoforte ad anticipare la mossa già tra settembre e ottobre”. Più che una vera divergenza tra le due banche centrali, quindi, si profila una differenza di timing. “La diversa natura dell’inflazione sulle due sponde dell’Atlantico – ha spiegato- sarà determinante nelle prossime decisioni di politica monetaria. Con un rischio soprattutto per l’Europa: utilizzare lo strumento dei tassi per contrastare un’inflazione che nasce prevalentemente dal lato dell’offerta potrebbe finire per penalizzare anche consumi e investimenti”.










