Dal Nepal, l’italiana Margaux Tortella, racconta a Fanpage.it cosa significa assistere a un simile disastro: “L’emergenza si farà sentire ancora. Noi expat europei dobbiamo essere consapevoli dei rischi”.
"È terribile. Io ho una famiglia qui, un bambino piccolo, quindi quello che provo è indescrivibile. Non puoi sentirti tranquilla. Il peggio è che queste cose accadono sempre in paesi in cui la situazione umanitaria, economica e logistica è già abbastanza compromessa". A parlare con Fanpage.it, da Katmandu è Margaux Tortella, salentina di nascita e nepalese per scelta. È qui infatti che vive con il compagno e il loro bambino, ed è qui che si trovava quando una violenta frana ha portato la distruzione al confine tra Nepal e Tibet.
La capitale non è stata toccata direttamente dalla distruzione, ma l'eco dei suoi effetti si fa sentire anche qui. "Tredici centrali idroelettriche che sono state spazzate via, così come ponti in cemento e altre infrastrutture. È qualcosa che sta vivendo tutto il paese e di cui ci accorgiamo al momento di viaggiare e lavorare". Anche se il Nepal non è nuovo a simili disastri, questa situazione non è legata alla stagione monsonica. "L'ipotesi è che si sia staccato un pezzo di terra o di ghiaccio dalla montagna, e questo abbia creato una sorta di tsunami del fiume. Si tratta di qualcosa di imprevedibile, che neppure noi che viviamo qui e che conosciamo terremoti e monsoni, vediamo tutti i giorni".










