Una devastante alluvione e un’imponente frana al confine tra Nepal e Tibet, innescate da un terremoto e dall’esondazione del fiume Bhote Koshi, hanno causato almeno 17 morti e centinaia di dispersi. La Farnesina si è subito attivata per verificare le condizioni dei circa 90 italiani presenti nella zona e per prestare assistenza ai connazionali rimasti bloccati lungo le vie di comunicazione montane.

Violenta alluvione al confine tra Nepal e Tibet

Le ricerche dei dispersi

L'intervento della Farnesina per gli italiani

Violenta alluvione al confine tra Nepal e TibetNella mattinata di oggi, mercoledì 26 agosto 2026, una violenta piena e una serie di frane si sono verificate nella regione di confine tra il Nepal e il Tibet.Il disastro sarebbe stato innescato da una scossa di terremoto di magnitudo 4.4 avvertita in territorio tibetano, la quale ha provocato il distacco di una grande massa di terra e roccia nella contea di Gyirong. Il cedimento ha causato la successiva esondazione del fiume Bhote Koshi, la cui spaventosa colata di acqua e fango si è riversata verso il distretto nepalese di Rasuwa.ANSAUna devastante alluvione si è abbattuta nel distretto di Rasuwa, al confine tra Nepal e TibetLa forza della piena ha travolto centri abitati come Syapru Besi e Timure, spazzando via ponti, strade e infrastrutture e interrompendo i collegamenti principali della zona.Le ricerche dei dispersiIl bilancio provvisorio parla di almeno 17 vittime accertate tra i due versanti della frontiera e di centinaia di persone attualmente irraggiungibili.Il Nepal Tourism Board ha segnalato che 384 viaggiatori, tra cui 291 stranieri di varie nazionalità e 93 cittadini nepalesi, risultano irreperibili a causa del blocco totale delle comunicazioni nelle valli montane. Tra i dispersi figurano anche diversi agenti della Polizia locale travolti mentre prestavano servizio.