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Francesca Visentin
Elisabetta Maschio di Montebelluna (Treviso), che debutta con l’Orchestra del Teatro La Fenice in un doppio concerto, il 4 settembre al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso e il 4 ottobre al Teatro Toniolo di Mestre
Rigore e impegno. È il mantra della direttrice d’orchestra Elisabetta Maschio di Montebelluna (Treviso), che debutta con l’Orchestra del Teatro La Fenice in un doppio concerto, il 4 settembre al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso e il 4 ottobre al Teatro Toniolo di Mestre, nell’omaggio a Giuseppe Sinopoli per gli 80 anni dalla nascita e i 25 anni dalla morte. «Debutto» nel suo caso fa sorridere, visti i 40 anni di carriera e il ricco curriculum, ma è la prima volta che Maschio lavora con l’Orchestra della Fenice. Un ruolo che arriva quando ancora non si sono placate le polemiche sulla nomina di Beatrice Venezi e la successiva frattura tra Venezi e la Fenice.
Direttrice Maschio, la preoccupa arrivare a La Fenice subito dopo il «caso Venezi»?«Sulla vicenda Venezi la mia linea è sempre stata «no comment». Non è che andiamo accomunate solo perché entrambe donne. Siamo artiste diverse. Sono un’altra persona rispetto a Venezi, faccio altre scelte, non possono assimilarci. Sono timida e riservata, non ho mai puntato sull’apparire, l’esposizione (anche mediatica) fa solo perdere concentrazione e tempo. Nella musica bisogna studiare tanto e questo è sempre stato il mio unico faro. Nonostante la timidezza, il podio per me è un posto comodo, dove mi sento a mio agio, dove porto preparazione, sicurezza delle scelte musicali e tecnica».






