Domenico Zuccarella

Domenico Zuccarella è morto il 25 agosto con il suicidio assistito gestito dal servizio sanitario regionale: è il primo caso in Lombardia. Il 59enne ha dovuto aspettare 290 giorni, quando le linee guida prevodono un tempo massimo di 145 giorni.

Domenico Zuccarella, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, è morto il 25 agosto dopo aver ottenuto il via libera per il suicidio assistito. Quello del 59enne di Giussano (nella Città Metropolitana di Milano) è il primo caso in Lombardia per il quale il Servizio sanitario regionale ha organizzato l'intera fase attuativa, compresi l'assistenza sanitaria, il farmaco e la strumentazione necessari e l'individuazione del luogo nel quale procedere. "Domenico è morto con la speranza che ciò che aveva ottenuto potesse essere utile ad altre persone nella sua stessa situazione", hanno commentato l'avvocata Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

La paralisi progressiva e la battaglia in Tribunale Dal 2009 la patologia aveva progressivamente paralizzato Zuccarella. Negli ultimi tempi riusciva ormai a muovere solo tre dita della mano sinistra ed era costretto a trascorrere le sue giornate nel letto o in carrozzina. Il 59enne aveva presentato la richiesta di accedere alla morte assistita all'Asst Ovest Milanese l'8 novembre 2025. Da allora sono trascorsi 290 giorni, ovvero più di nove mesi, nonostante le linee guida regionali prevedano un termine massimo complessivo del procedimento di 145 giorni. In questi mesi il collegio legale di studio e difesa, coordinato dall'avvocata Gallo, hanno inviato solleciti e diffide. A fine maggio era stato presentato un ricorso d'urgenza al Tribunale, chiedendo che la procedura fosse conclusa in tempi compatibili con la progressione della sua malattia, e che, in caso di verifica positiva, venisse concretamente organizzata anche la fase attuativa.