Domenico Zuccarella aveva chiesto di poter morire l’8 novembre dello scorso anno, presentando la sua istanza all’Asst Ovest Milanese, parte del sistema socio sanitario lombardo. Sono passati 290 giorni per fare in modo che il suo percorso arrivasse a conclusione, quasi il doppio dei 145 previsti come limite massimo dalle linee guida regionali. In quei mesi, ha raccontato l’associazione Luca Coscioni che lo ha assistito, ci sono stati solleciti, diffide, e alla fine un ricorso d’urgenza al tribunale presentato a fine maggio dal suo collegio legale, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo. In udienza, il 23 giugno, il 59enne Zuccarella aveva fatto capire al giudice quanto pesasse quell’attesa, agognata in 17 anni di sclerosi multipla: “Sono stanco, non ne posso più”. È morto il 25 agosto, dopo aver ottenuto l’assistenza del Servizio sanitario regionale lombardo.Prima di lui, in Lombardia, altre due persone avevano avuto accesso al suicidio assistito attraverso il sistema pubblico, una a gennaio e l’altra ad aprile. Quello di Zuccarella è però il primo in cui la Regione ha gestito ogni singolo passaggio della fase attuativa, senza limitarsi a verificare che possedesse i requisiti previsti dalla legge. Il servizio pubblico gli ha messo a disposizione il personale sanitario, su base volontaria, poi il farmaco, la strumentazione necessaria, fino a individuare una modalità di autosomministrazione compatibile con le sue condizioni fisiche e organizzare il luogo in cui potesse esercitare la scelta. Zuccarella ha infine disposto la donazione del proprio corpo alla ricerca scientifica.L’associazione Luca Coscioni continua però a paventare alcune fragilità dell’iter, affidato a linee guida regionali che un futuro assessore potrebbe modificare o cancellare senza passare dal Consiglio. “Per evitare che la procedura sia condotta in tempi così lunghi, e anche per evitare che un futuro assessore alla Salute possa disfare tutto con un tratto di penna, è fondamentale che il Consiglio regionale approvi la legge di iniziativa popolare Liberi Subito”, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dell’associazione. La proposta, sostenuta da una raccolta firme, ambisce a trasformare in una norma di rango legislativo quello che oggi resta un percorso regolato da atti amministrativi, con tutta la precarietà che questo comporta per chi si trova ad attraversarlo.
Fine vita, in Lombardia il primo suicidio assistito organizzato interamente dal servizio sanitario regionale
Domenico Zuccarella, 59 anni, di Giussano, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, è morto il 25 agosto. È il terzo caso lombardo di morte vol










