Un’antica devozione popolare, interrotta per paura di incontrare «il lupo». Dopo le aggressioni di agosto e la caccia all’animale (o agli animali) ancora in corso, anche i pellegrini temono. Com’è noto, il sindaco di Noicattaro Raimondo Innamorato ha firmato un’ordinanza con la quale impedisce, per ragioni di sicurezza e di incolumità pubblica, di attraversare la periferia del comune a piedi. Il possibile incontro ravvicinato ha determinato quindi l’annullamento della tradizionale «Peregrinatio» notturna dei rutiglianesi verso la Madonna del Pozzo di Capurso.
Come scrive sul suo libro «Rutigliano in festa» (Nep Edizioni s.r.l.s. di Roma, 2023) lo storico locale Gianni Capotorto, la tradizione ha inizio nella seconda metà dell’Ottocento, grazie alla profonda devozione della Casa Reale dei Borboni alla Madonna del Pozzo, che ne divulgò il culto in tutto il Regno. «Per quasi tutto il ‘900, ogni anno centinaia di devoti di Rutigliano hanno camminato a piedi di notte e al buio, con la sola fioca luce delle fiaccole votive, avendo come meta la Basilica di Capurso, per assistere, alle 5, alla prima messa del giorno di festa della Madonna del Pozzo. Dopo aver partecipato al rito e aver acquistato dalle bancarelle poste sul sagrato della Basilica il tradizionale ventaglio devozionale di cartone, con le immagini su un lato della Madonna e sull’altro di San Nicola o di San Rocco, si tornava ancora a piedi a Rutigliano. Ciò almeno fino agli anni Sessanta, quando le Ferrovie del Sud Est dettero vita a corse speciali di treni e bus per consentire il rientro dei fedeli, un servizio effettuato fino al 1995».






