di
Giuliana Macaluso
La giudice ha disposto l’ascolto dell’ultimo testimone dell’accusa e rinviato ogni decisione sulla cauzione. Un perito d’ufficio dovrà inoltre valutare le condizioni della detenzione, mentre restano attesi gli esiti delle analisi sul cellulare sequestrato
Resta in carcere il 15enne ragazzo barese detenuto a Malta dallo scorso 25 maggio con l'accusa di presunto procurato allarme a scuola. La giudice ha rinviato il processo al prossimo 30 settembre per ascoltare l'ultimo testimone chiave dell'accusa, rimandando così la decisione sulla concessione della libertà su cauzione. Sul regime detentivo il magistrato ha ordinato la nomina di un perito imparziale d'ufficio, per valutare i motivi per cui il minore si trova ancora oggi in rigido isolamento.
Nel corso della quarta udienza preliminare per la raccolta delle prove, svoltasi mercoledì 26 agosto, sono stati ascoltati l'ispettore di polizia, la psicologa dell'istituto e anche uno dei due testimoni chiave, ovvero un compagno di scuola del ragazzo, accompagnato dal padre. L'esame della testimonianza si è svolto a porte chiuse in una stanza separata per tutelare il ragazzo. Presente anche il console italiano Santo Purello, in rappresentanza dell’ambasciatrice Valentina Setta.Secondo l'avvocato della difesa, Clint Tabone, la deposizione del compagno di classe non avrebbe prodotto elementi rilevanti ai fini dell'accusa, rivelandosi a tratti frammentata. Nessun esito è ancora giunto invece dalle analisi forensi sul cellulare sequestrato al 15enne, sui cui dispositivi la difesa nominerà un proprio consulente di parte. Attorno allo studente resta il costante sostegno dei genitori, impegnati quotidianamente a rincuorare il figlio di fronte a una misura cautelare estremamente dura per un ragazzo già sensibile e fragile.









