Per chi lo guarda dalla strada, è soprattutto una cascata spettacolare. Ma sotto il Fontanon di Goriuda si apre un mondo fatto di sifoni, gallerie, acqua e buio, esplorato per 25 anni dagli speleologi del Club Alpinistico Triestino. Una storia fatta di immersioni e risalite, ma anche di scoperte che hanno cambiato la conoscenza della cavità. Ora quella storia arriva anche in televisione: una troupe della Rai ha seguito gli speleologi del CAT all’interno della montagna e le immagini saranno trasmesse in autunno, all’interno di “Linea Bianca” su Rai 1.

Venticinque anni di esplorazioni

Il quarto di secolo di attività è stato celebrato proprio nel luogo dove si è concentrata questa lunga avventura, nel cuore della Val Raccolana, davanti e dentro una delle più importanti risorgenze delle Alpi Giulie.

All’uscita hanno partecipato gli speleologi del Club Alpinistico Triestino, il presidente Franco Riosa e Duilio Cobol, speleosubacqueo che è stato protagonista di una parte fondamentale delle esplorazioni fin dagli inizi. È stato Cobol a organizzare l’uscita, mettendo a disposizione l’esperienza maturata in oltre 25 anni di attività al Goriuda.

Un anniversario che è diventato così l’occasione per ripercorrere una storia fatta di immersioni, rilievi, risalite, campi interni, corde, attrezzature e interminabili ore trascorse nel buio della montagna.