Al Festival de L’AltraMontagna, sull’Altopiano di Brentonico, la montagna viene raccontata non come sfondo da cartolina, ma come spazio di rischio reale, dove la differenza la fanno preparazione e consapevolezza. Come riportato da Ildolomiti.it venerdì 5 giugno, alle 21, all’evento “Storie di soccorsi in montagna”, ci sarà François Cazzanelli ad aprire la serata con il suo racconto di alpinista e tecnico del Soccorso Alpino Valdostano. Oggi Cazzanelli è uno degli alpinisti italiani più affermati anche a livello internazionale. Tra le sue imprese più significative c’è la prima salita del Kimshung, in Nepal, completata a dieci anni da un grave incidente sulla stessa montagna.

Il tema è chiaro: capire cosa succede quando si è in emergenza. E soprattutto cosa significa vivere la montagna da entrambi i lati, quello del soccorso e quello dell’alpinismo. Nel suo intervento a ildolomiti.it, Cazzanelli mette subito a fuoco il punto centrale: “Come tecnico presto servizio nella base di Aosta, dove il lavoro è diviso in due turni, uno diurno, dalle 7 alle 19, e uno notturno, dalle 19 alle 7. Il mio compito è occuparmi della gestione delle parti alpinistiche durante gli interventi di soccorso: aiutare il medico a raggiungere gli infortunati, aiutare l’equipaggio a evacuare le persone che necessitano di soccorso. Fare il soccorritore influenza il mio modo di praticare l’alpinismo, si tende ad andare in giro con le ‘antenne’ più dritte”.