Il ritardo infrastrutturale della fascia ionica calabrese torna al centro del dibattito politico regionale. Nonostante il recente ripristino estivo del collegamento diretto Roma-Reggio Calabria via Soverato, riattivato dopo 24 anni con tempi di percorrenza di circa sette ore e mezza, il quadro dei trasporti nel versante centro-meridionale continua a registrare criticità strutturali. Una condizione di isolamento che penalizza il comparto turistico, la mobilità dei pendolari e le prospettive di sviluppo dell’intera area.
La denuncia sul ritardo infrastrutturale e la critica alle soluzioni temporanee
Sulla vertenza della mobilità è intervenuto il consigliere regionale Ernesto Alecci, evidenziando come la ripresa di servizi ferroviari storici non possa rappresentare una risposta esaustiva alle esigenze di un territorio moderno.
“Un territorio sempre più isolato, una totale assenza di pianificazione, investimenti annunciati e promessi, ma mai arrivati. La fascia ionica, in particolare nella parte centro-meridionale, rimane ostaggio da decenni di un ritardo infrastrutturale che penalizza cittadini, pendolari e turisti, rendendo vano qualunque reale progetto di sviluppo turistico ed economico. Un esempio può valere più di mille parole. Nel mese di luglio, dopo 24 anni, è stato ripristinato il treno Intercity diretto Roma-Reggio Calabria lungo la linea Ionica. Un collegamento riattivato in prova che consente di percorrere, ad esempio, la tratta Soverato-Roma senza scali in 7 ore e mezzo circa. Certamente una buona notizia, perché ritengo che ogni nuovo collegamento sia una buona notizia. Ma non è giusto e dignitoso per noi calabresi fermarsi a celebrare questo nuovo treno come una vittoria, come un punto d’arrivo! Noi calabresi non possiamo accontentarci sempre delle briciole mentre nel mondo si viaggia già con treni ad energia solare e nel Nord Italia queste stesse distanze vengono colmate quasi nella metà del tempo”.






