L’infezione da virus West Nile è una rara infezione virale trasmessa da artropodi (arbovirosi), che è divenuta endemica in Italia da molti anni, sia pure con una bassa incidenza effettiva. Verosimilmente moltissimi casi sono del tutto asintomatici o molti lievi, e pertanto restano non diagnosticati.

Una piccolissima parte di soggetti contagiati (<1 per cento) sviluppa purtroppo una malattia “neuro-invasiva”, che comporta l’insorgenza di una meningo-encefalite a volte molto grave e potenzialmente mortale, ma anche di altre complicanze, quali paralisi flaccida, poliradicolonevrite e paralisi dei nervi cranici.

L’Italia è tra i paesi europei che hanno registrato più casi confermati nel 2025, circa 780. Attualmente, le aree di maggiore trasmissione sono la pianura padana, lungo il corso del fiume Po, e il Lazio meridionale. Da qui, e fin dallo scorso anno, le zanzare vettrici si sono diffuse nella confinante provincia di Caserta, dove nel 2026 si è registrato il maggior numero di casi documentati (13) in Campania.

Molto minore è la diffusione, al momento, nella provincia di Napoli. Confrontando i dati del 2026 con quelli del 2025, non si osserva alcun incremento del numero di casi, per cui qualsiasi allarmismo è del tutto infondato.