I meloniani la descrivono come l’apertura della campagna elettorale. Una grande festa con dieci mila militanti di Fratelli d’Italia e 60 pullman da tutte le Regioni. Pronti ad accorrere al comizio di Giorgia Meloni che festeggerà il record tanto sognato: il governo più longevo della storia repubblicana. Eppure l’organizzazione dell’evento a Bari del 4 settembre dal titolo “Governo stabile, Italia forte”, si apre con un piccolo caso interno a Fratelli d’Italia: la presenza o meno del vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto. Il programma della festa, infatti, prevede il saluto dei ministri meloniani, l’intervento breve dei due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e alle 19.15, all’ora del tramonto, il comizio conclusivo della premier Meloni. Nel mezzo, però, i vertici di Fratelli d’Italia avevano pensato a un’intervista a Fitto, già ministro degli Affari Europei e vicepresidente della Commissione, ma si sta ancora valutando il da farsi: a via della Scrofa, infatti, si stanno ponendo il problema di far intervenire il vicepresidente della Commissione Europea a un evento di partito, strettamente legato a Fratelli d’Italia.

Fitto, leccese doc, da tempo in aperta sfida con il sottosegretario alla Salute barese Marcello Gemmato, è tra i dirigenti più importanti di Fratelli d’Italia nonostante venga da un’esperienza politica diversa: prima dalla Democrazia Cristiana pugliese, poi Forza Italia e, infine, nel 2015 il passaggio con il partito di Giorgia Meloni, già nato da tre anni. Fitto è stato presidente della Regione Puglia tra il 2000 e il 2005 ed è stato il trait d’union tra il mondo di Colle Oppio, le cancellerie europee e i palazzi di Bruxelles. Dal 2024, dopo due anni da ministro degli Affari Europei e del Sud, Fitto è vicepresidente della Commissione Europea con delega ai fondi di coesione: un portafogli da oltre 700 miliardi. Spesso, in questi mesi, Fitto viene inserito tra i “Quirinabili” di Meloni, anche per la sua capacità di non parlare quasi mai.