Arezzo, 26 agosto 2026 – «Siamo gli abitanti delle vie Duranti - Pieraccini – Recapito di Arezzo e vi scriviamo per chiedervi di occuparvi di una vicenda che riguarda direttamente il nostro quartiere e che, a nostro avviso, merita di essere raccontata. In seguito a lavori di adeguamento idraulico del torrente Castro gestiti dal Genio Civile, abbiamo assistito a una trasformazione profonda del territorio in cui viviamo. Dove prima c'era un'area ricca di alberi, vegetazione, fauna e avifauna, oggi vediamo una muraglia di circa 300 metri completamente spoglia.
Vogliamo essere chiari fin dall'inizio: non siamo contrari ai lavori di messa in sicurezza del torrente e non abbiamo mai messo in discussione la loro necessità. Quello che ci chiediamo è come sia stato possibile arrivare a questo risultato senza prevedere, contestualmente, un adeguato ripristino ambientale e senza garantire la sicurezza di chi oggi frequenta l'area. Appena abbiamo visto nascere il cantiere ci siamo attivati contattando gli uffici del Genio Civile per comprendere meglio il progetto. Abbiamo partecipato così a tre incontri con gli enti coinvolti, ribadendo soprattutto le nostre preoccupazioni per ripristino del verde e sulla sicurezza dell'area. Nell'ultimo incontro, al quale erano presenti oltre noi, un rappresentante del Comune, un dirigente del Genio Civile e rappresentanti di Legambiente, si era arrivati persino a parlare delle caratteristiche e tipologie degli alberi più idonei ad essere ripiantati in loco.







