(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Settore tecnologico col fiato sospeso in Borsa, in attesa della bussola dei conti trimestrali di Nvidia che, oltre a dare aggiornamenti sull'andamento del gigante tech, indicheranno la rotta per l'intero comparto. A livello europeo il sottoindice Stoxx è in calo e le vendite colpiscono Be Semiconductor, Asm International e Asml ad Amsterdam. Positive invece Infineon Technologies a Francoforte e Stmicroelectronics a Piazza Affari. Dai risultati di Nvidia gli operatori trarranno indicazioni sull'andamento degli investimenti in intelligenza artificiale, per capire se gli hyperscaler come Amazon, Microsoft, Meta e Google hanno ulteriormente accelerato nella costruzione delle infrastrutture o hanno adottato un approccio più disciplinato rispetto al passato. Il titolo Nvidia, intanto, da inizio anno è in rialzo del 16% pur avendo registrato un andamento volatile nel corso dei mesi.

Wall Street - come sempre - si aspetta risultati eccezionali dal colosso tech: secondo i dati raccolti da Bloomberg, gli analisti prevedono che i ricavi siano quasi raddoppiati rispetto all'anno precedente – segnando il ritmo di crescita più rapido degli ultimi due anni, così come l'utile netto. Il focus sul mercato però sarà soprattutto su cosa dirà l'amministratore delegato Jensen Huang riguardo alla spesa in conto capitale dei principali clienti, alla domanda futura e a una serie di nuovi accordi di finanziamento che coinvolgono Nvidia. Focus anche sulla questione degli aumenti di prezzo, dopo che alcuni clienti sono stati informati che il costo dei server dotati dei chip Nvidia per l'AI salirà in certi casi di oltre il 15%, a causa dell'impennata dei costi delle memorie. Va anche osservato che nonostante una capitalizzazione di mercato superiore ai 5.000 miliardi di dollari — la più elevata al mondo — i multipli di Nvidia hanno subìto una costante erosione nel corso dell'anno. Con un rapporto prezzo/utili attesi per i prossimi 12 mesi pari a circa 19 volte, il titolo si avvicina ai minimi registrati dalla fine del 2018, ovvero prima dell'esplosione dell'AI e quando il valore di mercato del produttore di chip era inferiore ai 100 miliardi di dollari.