Matrimonio storico a Matera: Nozze celebrate per procura. Protagonisti un cittadino lucano e una donna brasiliana espulsa. È la prima volta nel Dopoguerra.

MATERA- Sembra non finire mai l’estate del 2026. Forse perché il caldo, più che partner privilegiato delle vacanze, è stato quasi di disturbo, troppo intenso per essere realmente di conforto. Eppure, anche nel torpore della calura rovente, la storia ha modo di assestare qualche colpo a effetto. Uno di questi ha visto protagonista nientemeno che la città di Matera, dove un tranquillo 24 agosto si è trasformato, improvvisamente, in una data a suo modo unica, visti anche i tempi che corrono sul fronte delle ascese partitiche e dei dibattiti politici in atto.

Presso l’Ufficio di Stato Civile del Comune, infatti, è stato celebrato nientemeno che un matrimonio per procura, pratica che, forse, oggi come oggi dirà poco (e di fatto caduta in disuso da decenni) ma che, a tutti gli effetti, ha una sua regolamentazione nel nostro Codice Civile. Il che, al verificarsi di determinate e incontestabili condizioni, la rende una procedura legittima. La questione, in ogni caso, è piuttosto peculiare. Non solo perché, a Matera, un matrimonio per procura non si vedeva almeno da un’ottantina d’anni (di sicuro, come precisato dallo studio legale dell’avvocato Angela Maria Bitonti, non ne risultano dalla fine della Seconda guerra mondiale in poi) ma anche per i termini giuridici che ne hanno determinato lo svolgimento.