Quando arrivi a Morgnano c’è uno specialissimo comitato d’accoglienza pronto a festeggiarti, perché ogni visita è un regalo, ogni momento è da accogliere con allegria: ci sono Play, Pongo, Mirtilla, Plinio che scodinzolano, zoppicano, guardano con l’occhietto un po’ spento, si muovono con il carrellino. E conservano intatta tutta la loro gioia di vivere. Sono i cani salvati, i cani strappati al canile nei loro ultimi anni, a volte negli ultimi mesi. Cani che non hanno conosciuto altro che violenza e privazioni, solitudine, abbandono e tradimento. E nella Giornata mondiale del cane un posto come questo, nel cuore dell’Umbria, un posto che ha fatto del consentire ai quadrupedi di uscire letteralmente dalle gabbie e vivere ciò che resta della loro vita circondati da amore e cure la sua particolarissima missione, è il luogo giusto per festeggiarla.

Nata da un’idea – più che un’idea, «un singulto del cuore» – di Giusy Mantione, psicoterapeuta, e Monica Maggiori, insegnante, “Una zampa per Birillo” è un’associazione no profit che toglie dai canili soprattutto i cani anziani. Ma offre rifugio anche alle pecore destinate al macello, agli asini provenienti da un circo, alle galline e ai galli salvati dagli allevamenti intensivi, ai gatti abbandonati per strada e persino nei cassonetti. È il simbolo concreto, quotidiano e tutt’altro che retorico dell’amore per gli animali.