PADOVA - C'è un video che riprende la tragedia di Elena Pozzato. Le immagini sono quelle delle telecamere di sicurezza dell'A4 che hanno registrato ogni singolo istante dello schianto nel quale, all'1.40 di lunedì mattina, ha perso la vita la 24enne di Sarmeola di Rubano ed è rimasto ferito in modo grave il suo fidanzato T.C., 19enne di Abano, ora indagato per omicidio stradale colposo perché c'era lui alla guida della moto Yamaha sulla quale viaggiava Elena. E che, stando ai racconti dei primi testimoni, correva ad alta velocità.

Le immagini T.C. ed Elena, in sella dietro di lui, erano all'altezza dello svincolo di Padova Est, in direzione Milano e viaggiavano sulla corsia di sorpasso. All'improvviso la moto guidata dal 19enne ricoverato all'ospedale di Padova in prognosi riservata ma non in pericolo di vita sbanda verso sinistra e finisce contro il guardrail. Le riprese delle telecamere dell'A4 narrano il resto: lui viene sbalzato ma cade vicino alla barriera, di fatto salvandosi. Elena no, il suo corpo atterra al centro della carreggiata. In pochi istanti arrivano diverse automobili che seguivano la due ruote: impossibile per loro evitare la ragazza, ancora ferma sull'asfalto per l'impatto. Sono almeno un paio le macchine che, con certezza, la colpiscono in pieno e che adesso si trovano sotto sequestro: una è di una famiglia vicentina, l'altra di una famiglia milanese. Le loro carrozzerie portano ancora i segni di quanto successo, comprese le tracce ematiche della 24enne. Ma il corpo di Elena Pozzato viene colpito anche da altri mezzi che gli agenti della polizia stradale di Venezia, coordinati dal sostituto procuratore Sergio Dini, stanno provano a individuare per completare la raccolta delle prove. Investimenti in rapida successione che l'hanno martoriata a tal punto che il riconoscimento ufficiale della sua identità è arrivato attraverso un tatuaggio che Elena si era fatta tempo prima. I racconti A fianco delle immagini acquisite dalla polizia stradale, ci sono anche le testimonianze degli automobilisti che ancora prima dell'alba di lunedì, viaggiavano in direzione ovest sullo stesso tratto della Venezia-Milano. Agli agenti, hanno raccontato di essere stati superati da una moto che correva a grande velocità. La stessa, hanno ribadito, che si sono trovati di fronte alcuni metri dopo, a terra sulla carreggiata, a una distanza di almeno 50 metri dal punto di primo impatto con il guardrail alla sinistra del suo senso di marcia. Uno degli automobilisti, in particolare, ha detto agli agenti di aver effettuato una manovra rischiosa per evitare l'impatto con la Yamaha, finendo a seguito di un testacoda necessario per non scontrarsi con la due ruote in corsia di emergenza in contromano, con il muso rivolto verso Venezia e l'immagine delle altre auto venire verso di lui piantata nei propri occhi. I passi Nei prossimi giorni il pm Dini affiderà l'autopsia sul corpo della 24enne, passaggio fondamentale per capire se la ragazza, commessa al reparto di gastronomia all'Interspar delle Brentelle, sia morta sul colpo o se siano stati fatali i successivi investimenti, cosa che allargherebbe il numero degli indagati agli automobilisti. Ci sarà quindi anche una consulenza cinematica sulla dinamica dell'incidente per mettere nero su bianco la velocità della Yamaha su cui T.C. ed Elena tornavano da un giro insieme.