di
Livia Gamondi
Non esistono tappe fisse: lo sviluppo del linguaggio è variabile. Ci sono però dei segnali di difficoltà da valutare con il pediatra e semplici «esercizi» che possono aiutare a migliorare la comunicazione
La prima parola non arriva all’improvviso. «Mamma», «papà» o «pappa» sono il risultato di un percorso che comincia già nei primi mesi di vita, quando il bambino impara ad ascoltare, riconoscere le voci e sperimentare i primi suoni. Nel corso dei primi mesi il bambino comunica attraverso il pianto, che cambia per intensità e tonalità a seconda del bisogno: fame, sonno, disagio fisico o richiesta di contatto fisico.
Il primo passaggio importante è la lallazione, che compare generalmente tra i 6 e i 9 mesi: il bambino inizia a ripetere sequenze come «ba-ba», «ma-ma», «la-la», attraverso questi giochi sonori sperimenta i suoni e allena i muscoli della bocca necessari per arrivare, gradualmente, al linguaggio.«La cosa fondamentale da sapere è che non esistono tappe fisse: lo sviluppo del linguaggio è molto variabile da bambino a bambino - spiega Eugenio Baraldi, professore ordinario di Pediatria al Dipartimento Salute, Donna e Bambino dell'Università di Padova -. Verso i 6-9 mesi inizia la lallazione: il bambino comincia a dire ba-ba, ma-ma. Poi, verso i 10-12 mesi, possono comparire le primissime parole, come mamma o pappa. Ma è molto variabile».







