Il ripristino dei pascoli e dei paesaggi desertici è centrale per la sicurezza alimentare, i mezzi di sussistenza e l'economia rurale resiliente, ha dichiarato la vice direttrice generale della FAO Beth Bechdol alla 17ª Conferenza delle Parti (COP17) della Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD).
Circa il 60% dei 1,66 miliardi di ettari di terreno degradati da un uso e una gestione insostenibili del suolo è costituito da terre agricole, tra cui seminativi e pascoli. Ripristinare anche solo il 10% di questo degrado potrebbe sfamare 154 milioni di persone in più ogni anno, secondo i dati della FAO.
L'evento della durata di due settimane mira a mobilitare azioni politiche e investimenti per ripristinare i terreni degradati e gestire in modo sostenibile terra, suoli e risorse idriche, rispondendo al contempo alla crescente domanda di cibo, foraggio e fibre.
In un discorso d'apertura al lancio della Rangelands Flagship Initiative, che mira ad aumentare in modo significativo gli investimenti per raggiungere la enutralità rispetto al degrado del suolo, Bechdol ha affermato: «Il ripristino non può significare semplicemente far tornare verde un terreno degradato. Ciò che cresce è importante. La diversità e la qualità delle erbe, del foraggio e di altra vegetazione contano: per il bestiame, per la biodiversità e per la produttività e la salute a lungo termine di questi ecosistemi».











