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Il suo musetto e i suoi occhi fedeli ci accompagnano tutto l’anno, anche nei momenti più stressanti, e separarsi dal proprio cane nel momento delle sospirate ferie sta per fortuna diventando sempre di più un’opzione non percorribile. E quindi hotel, strutture ma anche mezzi di trasporto stanno facendo e devono fare di tutto per adeguarsi.Nel giorno della giornata internazionale del cane – istituita negli Stati Uniti nel 2004 dall’esperta di animali domestici Colleen Paige, che scelse il 26 agosto perché proprio quel giorno, quando aveva 10 anni, la sua famiglia adottò il suo primo cane, il Labrador Sheltie – è il momento giusto per fare un bilancio sul pet tourism, un fenomeno in crescita esplosiva.I numeri del pet tourism

Del resto, secondo una ricerca di Jfc, in Italia i cani e i gatti registrati sono ormai circa 16,5 milioni ovvero 2,3 volte superiori ai figli di età inferiore ai 14 anni (che quindi vanno ancora in vacanza con i genitori). «Un fenomeno non solo italiano – spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile della ricerca – se si considera che a livello europeo si contano 89,6 milioni di cani e ben 108,3 milioni di gatti da affezione, generando così un totale pari a 198 milioni circa di cani e gatti da compagnia. E si tratta di una clientela che, nell’estate 2026, sta prediligendo le destinazioni montane e appennini che nel 35,4% dei casi, e che considera il Trentino Alto Adige la regione più pet friendly, seguita da Emilia Romagna e Toscana. All’estero, la nazione preferita è la Francia, poi la Spagna e la Germania. Quest’anno gli italiani soggiornano mediamente 12,1 notti fuori casa in compagnia del proprio cane o gatto, spendendo 22,20 euro in più al giorno per il proprio pet».