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Redazione Online

Emergono alcune irregolarità amministrative sulle macchine del giornalista, compresa la Opel colpita dal blitz dinamitardo del 16 ottobre. Era parcheggiata su strada nonostante la polizza scaduta

«Trovi villetta bianca con auto posteggiata. Due auto». Il Whatsapp ripescato dal cellulare di Valter Lavitola dagli investigatori della antimafia ha dato il via a verifiche giornalistiche. La frase, scritta dal conduttore Sigfrido Ranucci, all’apparenza suggerisce che l’amico faccendiere, arrestato per danneggiamento, detenzione di esplosivo aggravato dal metodo mafioso, non fosse mai stato nell’abitazione del giornalista Rai che dunque gli fornì indicazioni per raggiungere il domicilio. Ma c’è di più.

Le automobiliLa vicenda si intreccerebbe a piccole irregolarità amministrative. La questione interessa Libero che sottopone a verifiche quelle stesse auto poi fatte esplodere dal blitz del 16 ottobre scorso. Secondo il cronista una di quelle due vetture, la cui assicurazione risultava scaduta, non era stata parcheggiata all’interno di un box o di un cortile privato come avrebbe dovuto essere per legge. Ranucci, apparentemente, la lasciò all’aperto, esposta al pubblico. Si trattava di una Opel Adam con la polizza scaduta appunto.