«L’operazione con Mediobanca è già in corso e il suo quadro di integrazione è già integrato nel nostro piano industriale. Considerarla come una nuova operazione sopravvaluta in modo sostanziale sia ciò che resta da fare sia il rischio complessivo di esecuzione». Lo scrive Luigi Lovaglio, ad del Monte dei Paschi di Siena, in una lettera indirizzata al Financial Times che replica alla rubrica «Lex» pubblicata dal quotidiano britannico lo scorso 22 agosto. Un articolo che, secondo il ceo di Mps, «descrive erroneamente» il piano «come un’integrazione “a quattro”. Non è così».
Lovaglio continua: «Né Banco Bpm e Banca Generali sono operazioni equivalenti, e pertanto non dovrebbero essere considerate come un’unica sfida di integrazione. Banco Bpm rappresenta una fusione convenzionale tra due banche commerciali con franchise complementari e una chiara logica industriale. Banca Generali è un’acquisizione strategica nel settore della gestione patrimoniale, con un modello operativo e una base clienti distinti».
Il progetto di Mps, riferisce la lettera dell’ad, «va ben oltre le manovre difensive che Lex, in modo piuttosto sorprendente, definisce “bizzarre”: riflette una forte visione di crescita volta a servire meglio le famiglie e le imprese, nonché l’economia italiana nel suo complesso.










