Il countdown è scattato il 9 agosto. E, senza tanto clamore, sta animando le strategie dei partiti in questo scorcio finale dell’estate. Per quanto da tempo il Risiko delle nomine di sottogoverno sia fra le priorità nell’agenda del centrodestra, da una decina di giorni Renato Schifani l’ha messo al primo punto per la ripresa dell’attività, la prossima settimana.E il motivo è che il presidente ha fretta di (ri)nominare il capo della Cts, la Commissione tecnico scientifica chiamata a dare i pareri sui grandi progetti, in primis quelli che riguardano i due termovalorizzatori.

Alla guida della Cts, fino al 9 agosto c’era saldamente Gaetano Armao, ex assessore nei governi Lombardo e Musumeci, poi sfidante di Schifani nel 2022, infine uomo chiave del cerchio magico del presidente. Al punto che Schifani vorrebbe rinnovrgli subito il contratto appena scaduto, tanto più che si avvicina il momento del sì finale ai termovalorizzatori e a vari altri porgetti di mega investimenti nel settore dell’energia green.

Ma Fratelli d’Italia ha meno fretta. Scaduto l’incarico di Armao, l’assessore all’Ambiente Giusi Savarino, ha affidato la guida della commissione a Chiara Tomasino, docente universitaria già in forze allo stesso organismo e sulla quale la meloniana conta molto.In più il commissario di FdI, Luca Sbardella, ha mandato un segnale a Schifani: «La Cts ha lavorato benissimo, per merito anche delle riforme avviate dal governo Musumeci. Non siamo contrari alla conferma di Armao ma tutto va discusso in un pacchetto complessivo che riuarda le nomine da fare».L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.