La foto c’è, il disgelo molto meno. È questa la sintesi della rassegna stampa sul faccia a faccia tra Matteo Salvini e Attilio Fontana al Meeting di Rimini. Ieri il leader della Lega e il governatore della Lombardia si sono stretti la mano davanti alle telecamere, ma i quotidiani raccontano un incontro freddo, rapido e costruito soprattutto per dare un’immagine di normalità in un partito attraversato dalla rivolta dei governatori. Il Corriere della Sera parla di un incontro «da separati in casa», con braccia conserte, sguardi sfuggenti e poche parole di circostanza.

La tregua, insomma, è soprattutto fotografica. Repubblica racconta di ore di trattative e della mediazione di Claudio Durigon per arrivare alla stretta di mano, mentre La Stampa legge nelle immagini diffuse dallo staff del segretario un tentativo di accreditare l’idea che la crisi interna sia sotto controllo. Il nodo politico, però, resta intatto.

Salvini non ha alcuna intenzione di fare il «passo di lato» chiesto dalla fronda nordista: «Nessun passo di lato, un passo avanti», ha ripetuto a Rimini. Eppure si dice disponibile a una gestione collegiale della Lega. È qui che si apre la partita decisiva. Il segretario sembra voler circoscrivere il confronto a Fontana e al capogruppo al Senato Massimiliano Romeo; i governatori chiedono invece che al tavolo siedano anche Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti.