La rete di sentieri nel Parco del Gran Paradiso si estende per 500 chilometri. Lungo il Sentiero Italia si sfiorano i 3000 metri di altitudine. Un paesaggio mozzafiato in questo trekking tra le nuvole

Il Parco nazionale del Gran Paradiso è attraversato da una fitta rete di sentieri che consentono di godere praticamente nella sua quasi totale interezza della prima entità naturalistica entrata nelle cure dello Stato italiano. Situata tra le regioni Piemonte e Valle d’Aosta, essa ospita il passaggio del Sentiero Italia offrendo, dunque, l’occasione di calpestare le strade reali, vedere da vicino le case di caccia e i casotti costruiti in alta quota. La rete sentieristica che attraversa il Gran Paradiso supera i 500 chilometri, profumati ancora adesso dai rododendri fioriti. In particolare, partendo dal Rifugio Savoia eretto a 2560 metri di altitudine, camminando per 20,8 chilometri si può arrivare al traguardo di Rhêmes-Notre-Dame, completando così un cammino vertiginoso considerato tra i più spettacolari ed emozionanti di tutto il territorio nazionale. Il dislivello in salita raggiunge i 928 metri, mentre in discesa tocca 1748 metri. La quota minima è 1725 metri, quella massima 2995 metri. La straordinarietà del paesaggio è testimoniata, in particolare, dal pianoro del Nivolet, che si trova davvero a poca distanza dall’omonimo lago, da godere soggiornando magari al Rifugio Savoia: quest’ultimo è stato ricavato dalla ristrutturazione di una delle case di caccia di re Vittorio Emanuele II, intorno al 1860. Fino al 1921, il rifugio venne sempre gestito dalla famiglia Dayné, mentre negli anni Sessanta furono aggiunte altre due strutture a quella originaria. L’apertura è prevista fino almeno alla metà di settembre, quindi ci sono ancora giorni sufficienti per vivere questa esperienza di trekking sotto le nuvole. Al Savoia si può arrivare contemporaneamente anche dal versante piemontese attraverso un percorso che utilizza la strada carrozzabile che sale da Ceresole Reale e porta al Nivolet, toccando la gola scavata dall’Orco e scende a Chiapili di Sotto. Dal versante valdostano, invece, si parte da Pont (collocato a un’altitudine di 1960 metri), frazione di Valsavarenche, e da lì i camminatori inforcano il sentiero che inizia accanto ad una cappella che dà il là ad alcuni tornanti per immettere poi nei boschi fino alla Croce dell'Arolley (2310 metri di altitudine). Superata la Croce, si segue la riva sinistra del torrente per arrivare all'altopiano e da lì vallone conduce fino al Pian del Nivolet, con la possibilità di incontrare tanti animali selvatici come il camoscio e lo stambecco che guardano i camminatori dall’alto dei dirupi attenti a non farsi riconoscere: eppure, un occhio curioso e concretato può riuscire a catturarne le splendide sagome.