Le ironie sulla proposta di Roberto Speranza si sprecano. Il candidato del campo largo? Un diciottenne o un partigiano. Un «prestanome» – forse la miglior battuta, di Antonio Polito – contro la presidente del Consiglio. «Dopo l’inverno viene sempre la primavera», era la frase con cui Chance il giardiniere illuminava il presidente degli Stati Uniti: altro che woke, qui si torna a Peter Sellers. Okay.

In realtà, a parte gli scherzi, l’intervista di Speranza al Corriere della Sera è abbastanza drammatica e va presa sul serio. Quello che ha voluto dire l’ex ministro della Salute, da sempre vicino a Pier Luigi Bersani e attualmente tra i leader, con Dario Franceschini e Andrea Orlando, del correntone che l’anno scorso si riunì a Montepulciano, è questo: le primarie sono un problema, meglio evitarle. Che è quello che pensano tutti i “vecchi” big che pure costituiscono l’ossatura della maggioranza che appoggia Elly Schlein. Il correntone si è dato appuntamento a Montepulciano dal 2 al 4 ottobre: potrebbe essere uno snodo delicato per il Partito democratico e la sua leader. In parole povere, questi pezzi da novanta stanno lasciando intendere che il rischio di perdere le elezioni dopo uno scontro violento tra Schlein e Giuseppe Conte che lascerebbe macerie nei rispettivi elettorati. Non esattamente un tappeto rosso srotolato sotto i piedi della segretaria. La quale, forse, quello scontro con l’avvocato, potrebbe pure perderlo. Un disastro, insomma. Arturo Parisi è stato chiaro: «Tra Franceschini e Speranza e altri capicorrente continua la gara a logorare Schlein. Il loro no alle primarie rafforza e diffonde l’idea che lei non può che perderle».