di Lorenzo Cafarchiomartedì 25 agosto 20263' di letturaScherza coi fanti e lascia stare i santi. Per la rubrica dacci oggi la nostra polemica quotidiana dobbiamo andare in Puglia. Precisamente a San Giovanni Rotondo, provincia di Foggia. Parliamo del Comune dove nel 1916 arrivò, all’età di 29 anni, Francesco Forgione ovvero Padre Pio da Pietrelcina. Beatificato nel 1999 e proclamato santo da Papa Giovanni Paolo II nel 2002 questa volta si trova al centro di una disputa fotografica. La città foggiana ha affisso alcuni manifesti in occasioni delle celebrazioni del 50esimo anniversario dalla morte del cavaliere Francesco Morcaldi. Nell’immagine quello che è stato primo cittadino sangiovannese per tre volte (1923-1927, 1954-1958 e 1963-1965) e per una volta podestà (1927-1929) si trova al fianco proprio di Padre Pio. Ma qualcuno ha da ridire. Giuseppe Saldutto, fotografo e vicepresidente dell’associazione “Pro Padre Pio.L’Uomo della sofferenza”, parla di «pasticcio». Perché «le foto create dalla cosiddetta “Intelligenza Artificiale” devono essere citate in quanto tali, come prevede la legge vigente dal 2 agosto 2026, quella dell’Unione Europea che è valida anche in Italia, e San Giovanni Rotondo non è esente perché fa parte dell’Italia. La legge va rispettata». Ovvero a detta di Saldutto il manifesto sarebbe frutto di una «fotografia che è una vera fake news inventata dall’intelligenza artificiale, di una foto mai fatta realmente, tant’è che la rappresentazione dell’ambiente non è vera. Analizzando i particolari si può ben notare che Morcaldi indossa cravatta e camicia dell’epoca modernissima, e dalle espressioni false. Non esiste nessuna fotografia che sia stata migliorata, ergo che l’immagine del manifesto pubblicitario per il 50° anniversario della morte del famoso fascista locale non è reale», così scrive in una lettera pubblicata da NewsGargano.I manifesti compaiono sui tabelloni comunali il 17 agosto e la notizia espande la sua dimensione. A questo punto sulla scena compare Stefano Campanella, biografo di Padre Pio (ha scritto una dozzina di volumi sul santo) e direttore di PadrePioTv. «L’immagine non è stata creata con l’intelligenza artificiale, ma solo colorata. Nell’archivio di Voce di Padre Pio è presente la foto originale con relativo negativo», scrive in un commento su Facebook sulla pagina ufficiale del Comune di San Giovanni Rotondo. Nonostante il woke sia andato in pensione da meno di una settimana cerchiamo di vederci meglio. Non è che il fastidio deriva dal fatto che Padre Pio è in compagnia del podestà fascista? «La foto è vera il nostro grafico l’ha semplicemente colorata. Ma qualcuno ha cercato di mettere in giro la voce che non esista.Abbiamo compiuto una scelta artistica, a colori l’immagine è più accattivante», ci dice Campanella. «Il resto sono affermazioni gratuite». Ma non è che la diatriba ha dei fondamenti politici? «Purtroppo c’è chi vuole collocare ideologicamente le vicende di Padre Pio. Non leggo nella mente delle persone, ma se pensano di polemizzare per far cancellare una foto...». L’amicizia con Morcaldi? «Di lunghissima data. Ci sono due lettere pubblicate nel quarto volume dell’epistolario del santo che lo testimoniano. In una delle due Padre Pio chiama, affettuosamente, il sindaco Ciccillo.Nella seconda, invece, chiede a Morcaldi di non intervenire per impedire il suo trasferimento da San Giovanni Rotondo. Perché dice di essere figlio dell’obbedienza e di essere pronto a seguire la fede dove c’è bisogno». Al di sopra delle parti. «Padre Pio non aveva problemi di orientamento politico era amico di tutti, anzi le dirò di più ha convertito tantissimi comunisti che poi sono diventati suoi amici». È bastata una colorazione e un podestà fascista per sollevare la solita questione estiva.