Spalleggiato da altre star come John Cusack (Alta Fedeltà) e Hannah Einbinder (Hacks), Mark Ruffalo è tornato in campo contro Paramount Skydance: l'attore e attivista americano ha definito "inaccettabili e disoneste" le accuse rivoltegli dal gruppo mediatico di David Ellison di aver fatto ricorso a "stereotipi antisemiti" nelle sue critiche alla fusione da 111 miliardi di dollari con Warner Bros. Discovery.

Ruffalo era stato tra le migliaia di attori e lavoratori dell'industria cinematografica che lo scorso anno avevano firmato un impegno a non collaborare con istituzioni cinematografiche israeliane "coinvolte nel genocidio e nell'apartheid contro il popolo palestinese". Da tempo critico nei confronti della condotta militare di Israele a Gaza, la scorsa settimana l'attore aveva invitato i suoi seguaci su X ad opporsi alla fusione garantita finanziariamente dai capitali di Larry Ellison, il padre di David e Ceo di Oracle, il colosso tecnologico che da decenni fornisce sostegno alle forze armate e alla polizia di Israele. "Criticare le azioni del premier israeliano, un contratto per tecnologie militari o i dirigenti che le forniscono, non equivale a criticare gli ebrei", ha ora replicato Ruffalo in un post visto da 30 milioni di persone: "Esaminare attentamente gli Ellison, compreso il business di Oracle, così come la grave minaccia alla libertà editoriale e la perdita dei mezzi di sostentamento per migliaia di famiglie, è giusto e necessario. L'operazione consegnerebbe a un'unica famiglia il controllo di Cnn, Hbo e Warner Bros., sostenuta in parte da capitali stranieri la cui possibile influenza sulle decisioni editoriali non è mai stata pienamente spiegata al pubblico".