L'attore aveva criticato la fusione multimiliardaria tra la multinazionale guidata da David Ellison e la società tecnologica Oracle, gestita dal padre Larry Ellison, che da decenni fornisce software a Israele. Ruffalo, da tempo schierato a favore dei diritti dei palestinesi, è stato quindi accusato di aver usato "stereotipi antisemiti". L'attore ha però ribadito il rispetto per il popolo ebraico, pur esortando tutti a valutare le conseguenze di una simile operazione commerciale

“L’accusa di antisemitismo nei miei confronti è raccapricciante e profondamente disonesta”. In un post pubblicato sabato 22 agosto su X, Mark Ruffalo, 58 anni, ha replicato alle accuse di Paramount Skydance, la multinazionale che l’aveva accusato di aver usato “stereotipi antisemiti” nella sua critica alla fusione con Warner Bros Discovery del valore di 111 miliardi di dollari. Venerdì 21 agosto l’attore, da tempo schierato contro la condotta militare di Israele a Gaza e a favore dei diritti dei palestinesi, aveva condiviso sui social una dichiarazione nella quale aveva evidenziato i legami tra Paramount Skydance (guidata dall’amministratore delegato David Ellison) e Oracle (la società tecnologica gestita dal padre dell’uomo, Larry Ellison). Da decenni, Oracle fornisce software alle Forze di Difesa israeliane, al Ministero della Difesa, dell’Aeronautica, al governo e alla polizia. In un video condiviso da Ruffalo sulle Story Instagram sempre il 21 agosto, la vicepresidente esecutiva di Oracle, Safra Catz, descriveva le “tecnologie davvero inquietanti” fornite a Israele dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. L’attore aveva quindi paragonato Larry Ellison a “un classico oligarca”, che aveva inoltre accusato di “aver usato [Oracle] per finanziare l’acquisizione di Warner Bros da parte di suo figlio David”. Larry Ellison ha garantito personalmente un finanziamento azionario di 40,4 miliardi di dollari per aiutare Paramount Skydance ad acquisire Warner Bros Discovery. “Queste “tecnologie davvero profondamente spaventose” saranno molto probabilmente incorporate in uno dei più grandi conglomerati mediatici del mondo e un giorno usate contro di voi”, aveva scritto Ruffalo. “Guardate come [Catz] si compiace di quello che ora consideriamo un genocidio, costruito su un sistema di apartheid oppressivo alimentato da Oracle”. L’attore aveva anche esortato i suoi fan a opporsi alla fusione, che aveva definito “catastrofica” per l’industria dell’intrattenimento, sia a causa della perdita dei posti di lavoro, sia della riduzione della concorrenza. Al momento, in ogni caso, l’operazione resta sospesa in attesa che un giudice federale degli Stati Uniti esamini una causa intentata da 12 Stati americani che hanno contestato l’accordo per motivi antitrust.