Il governo Sánchez ha approvato martedì, nel primo Consiglio dei ministri dopo la pausa estiva, uno schema di legge per riformare le leggi sull'immigrazione e l'asilo, con cui adegua il quadro giuridico spagnolo al Patto europeo su migrazione e asilo. Nella stessa riunione è stata formalizzata la creazione di un comando unico che gestirà la crisi che attraversa Ceuta dall'ingresso massiccio a nuoto di circa 80.000 migranti lo scorso 30 e 31 luglio.

PUBBLICITÀ

A guidarlo sarà il ministro della Politica Territoriale e della Memoria Democratica, Ángel Víctor Torres. Faranno parte del comando anche il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, il delegato del Governo nella città, Miguel Ángel Pérez Triano, e rappresentanti del Centro nazionale di intelligence. Torres è intervenuto dopo il Consiglio accanto alla portavoce del Governo e ministra delle Migrazioni, Elma Saiz, e al ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska.

Un comando unico per la "terza fase" della crisi

Prima della riunione del Consiglio dei ministri, Pedro Sánchez ha convocato in mattinata il Consiglio di Sicurezza Nazionale, un passaggio preliminare obbligato dal punto di vista legale: per costituire il comando unico era necessario che quell'organo dichiarasse la crisi di Ceuta una questione "di interesse per la sicurezza nazionale". La decisione arriva quasi un mese dopo l'inizio della crisi, un lasso di tempo che l'opposizione ha criticato duramente. Vivas, del Partito Popolare spagnolo (PP), da settimane chiedeva che l'Esecutivo centrale assumesse il controllo di una situazione che ha travolto la città autonoma.