Dalle motocicliste di Shiraz alle donne a capo scoperto nelle manifestazioni filogovernative, la disobbedienza contro il regime di Teheran è diventata quotidiana. L’obbligo resta, le condanne sono durissime e gli ultraconservatori reclamano la linea dura. Ma guerra e crisi economica hanno spostato le priorità del regime, che si prepara a reprimere eventuali proteste contro l’impoverimento

“Siamo le motocicliste di Shiraz! Ragazze di Shiraz, andiamo!”, gridano giovani iraniane in un video pubblicato su Instagram, mentre attraversano la città in scooter, con il casco ma senza hijab. Immagini simili arrivano da Teheran e Isfahan, benché alle donne non sia ancora consentito ottenere la patente per la moto e il velo resti obbligatorio. Le leggi della Repubblica islamica non sono cambiate, ma la loro osservanza non può più essere data per scontata.