Un giallo che si rispetti si chiude con la rivelazione del colpevole. Lunedì 24 agosto, però, per gli spettatori sintonizzati su Rai2 per seguire Il Codice Da Vinci, l’enigma più grande è rimasto irrisolto: che fine hanno fatto gli ultimi minuti del film? La trasmissione del celebre thriller di Ron Howard, con Tom Hanks nei panni del professore Robert Langdon, si è interrotta bruscamente a un passo dal finale, lasciando il pubblico senza epilogo e scatenando un’immediata ondata di proteste e ironie sui social.

La vicenda è esplosa in prima serata. Il titolo, primo appuntamento di una trilogia estiva dedicata alle trasposizioni dei bestseller di Dan Brown, stava approdando al suo naturale climax narrativo quando, a pochi minuti dalla risoluzione della trama di simboli e segreti, la messa in onda si è fermata. Schermo nero e nessuna conclusione: l’ultima, decisiva sequenza è andata perduta. La reazione online è stata istantanea: in pochi minuti, hashtag dedicati al film e a Rai2 hanno scalato le tendenze. Tra accuse di “sciatteria” tecnica, sarcasmi e rimostranze, molti utenti hanno denunciato la rottura del patto di fiducia tra emittente e telespettatore.

Di fronte al montare della polemica, la mattina successiva la Rai è intervenuta con una nota di scuse. Adriano De Maio, direttore della divisione Cinema e Serie Tv, ha chiarito che non vi è stato alcun intervento editoriale: “Nessuna scelta intenzionale legata a esigenze di scaletta”. L’azienda ha attribuito il disservizio a un problema tecnico occorso nella preparazione del master e nei sistemi di emissione automatica. Secondo la ricostruzione, un’anomalia nella catena operativa — dall’inserimento dei marcatori alla sincronizzazione dei materiali — potrebbe essere stata causata da errore umano o da un malfunzionamento delle procedure automatizzate.