“Il primo giorno senza campo è stata una liberazione. Sono una persona felice, con tanti interessi, non esiste solo il pallone“. Più di 600 presenze in carriera tra i professionisti, oltre 10 trofei nazionali vinti (cinque campionati) e una Champions League, quella del 2010 con l’Inter da secondo portiere: “È quella che mi sono goduto di più”. Nonostante ciò, a Francesco Toldo il calcio non manca. “È stata una bella parentesi, lunga e difficile. È mondo a parte, una bolla che rischia di alterare la tua percezione della realtà. Io sono sempre rimasto lo stesso: quindi no, non mi manca e non rientrerei mai”, ha dichiarato l’ex portiere dell’Inter a La Gazzetta dello Sport.

Oggi Toldo è totalmente fuori dal calcio, a eccezione del progetto delle “Legends” dell’Inter e fa il volontario nella Protezione Civile di Milano. Basta calcio, basta dinamiche di spogliatoio. Ma ci sono tanti episodi che tornano in mente quando si parla di lui. Come per esempio l’Europeo del 2000, quello perso dall’Italia in finale contro la Francia al Golden Gol. In semifinale, contro l’Olanda padrona di casa, parò tre tiri dal dischetto: uno nei tempi regolamentari, due ai calci di rigore. Fu decisivo per il trionfo degli azzurri: “L’Europeo del 2000 è stato magico”, rivela. Ma c’è un momento che Toldo ricorda con maggior piacere: “Fare gol a Buffon a San Siro contro la Juventus è stato epico. Il bello è che lo avevo pure detto a Cuper. ‘Mister se siamo sotto vado in area e faccio gol’. Esultò Vieri, ma il gol era mio al 100%. E non è stato l’unico segnato a Buffon. Ne segnai un altro allo stadio Flaminio, nella rifinitura prima del Mondiale del 2002. Facciamo una partitella e io gioco centravanti. Segno il gol vittoria… ancora a Gigi, stavolta mio senza dubbi. Ho esultato come avessi segnato in finale di Champions. Però dai due gol a Buffon in pochi mesi, quando ti ricapita?”, ha detto Toldo scherzando.