La Groenlandia presenterà venerdì 28 agosto due rapporti molto attesi, che esaminano le violazioni dei diritti umani legate ai casi storici in cui donne e ragazze groenlandesi sono state sottoposte all'inserimento di dispositivi contraccettivi intrauterini (IUD) e ad altre forme di contraccezione. I documenti valuteranno anche se le azioni della Danimarca possano rientrare nella definizione giuridica di genocidio.
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Un dispositivo intrauterino (IUD) è un metodo contraccettivo inserito nell'utero per prevenire una gravidanza. Più di 4.000 donne e ragazze groenlandesi si sono viste inserire un IUD durante una campagna contraccettiva guidata dalla Danimarca a partire dagli anni Sessanta, e molte in seguito hanno raccontato di non essere state adeguatamente informate o di non aver dato il proprio consenso.
I risultati saranno resi noti solo un giorno dopo che il Parlamento danese avrà finalizzato la legge sugli indennizzi per le donne coinvolte, sollevando interrogativi su come la valutazione delle responsabilità contenuta nei rapporti si coordinerà con la risposta già adottata dalla Danimarca.
Fino al 1992 la Danimarca ha gestito il sistema sanitario della Groenlandia. Nel 2024 il governo autonomo groenlandese ha chiesto a esperti indipendenti di indagare se lo Stato danese abbia commesso un genocidio e violato il diritto internazionale.












