Oltre la metà della popolazione ha acquistato o venduto beni usati nell’ultimo anno e il “second hand” ha raggiunto un ruolo centrale nell’economia, con un valore di oltre 2,2 miliardi generati. Questa la fotografia dell’Emilia-Romagna scattata da Osservatorio Second Hand Economy di Ipsos Doxa per Subito, giunto alla dodicesima edizione, di un fenomeno sempre più diffuso, quello del riuso di oggetti e capi di abbigliamento. Una tendenza che ha raggiunto le dimensioni anche di una vera e propria moda, in particolare per quanto riguarda l’abbigliamento: in Emilia-Romagna il 48% di quanti hanno comprato cose usate, in particolare online, lo ha fatto per abbigliamento e accessori, una percentuale 10 punti superiore alla media italiana. A confermare questa vocazione c’è il forte appeal del vintage tra i consumatori emiliani: il 31,7% degli utenti acquista abbigliamento e accessori vintage, uno dei valori più alti a livello nazionale.

Tra convenienza economica e attenzione al riuso, anche in Emilia-Romagna sono diverse le motivazioni che guidano il ricorso alla second hand. Il risparmio rappresenta la principale leva d'acquisto (64,5%), con un'incidenza superiore alla media italiana, mentre emerge una sensibilità diffusa anche verso il riuso degli oggetti (37% contro il 33,7% nazionale). Sul fronte delle vendite prevale invece il desiderio di fare spazio liberandosi degli oggetti inutilizzati (81,7%), seguito dalla ricerca di un guadagno, indicato da quasi un venditore su due (49,5%), ben al di sopra della media nazionale (41,8%). Non sorprende, quindi, che nel 2025 le vendite dell'usato abbiano generato in Emilia-Romagna un ricavo medio annuo di 747 euro pro capite.