«Le case popolari di San Girolamo, in gestione Arca, sono al buio da quasi un mese». Un buio totale che riguarda l’illuminazione pubblica. Sono numerose le denunce dei residenti del quartiere che affidano il disagio anche ai social, postando fotografie di una parte del quartiere avvolta in un buio semi spettrale. Una richiesta d’intervento rivolta addirittura al presidente della Regione, Antonio Decaro. «Un buio totale su una delle zone che lei conosce molto bene», scrivono i residenti all’ex sindaco di Bari. «Un buio che sa di abbandono, di bugie, di mancati interventi». Ma così non è perché grazie a 28 milioni, rinvenienti da Fondi per lo sviluppo e la coesione, San Girolamo diventerà uno dei quartieri simbolo dell’edilizia pubblica. Case invidiabili, alcune con affaccio sul mare, pensate da un gruppo di progettisti di Roma Tre, e il primo quartiere a Bari a sperimentare l’«Housing first», un modello di intervento sociale che fornisce un’abitazione alle persone senza dimora tra le quali, per esempio, i padri separati.
Ma il buio di questo periodo probabilmente non è un guasto occasionale. Secondo i residenti si tratta da una parte di una situazione ormai cronica dovuta a impianti d’illuminazione pubblica obsoleti. Dall’altra c’è un particolare: i cavi elettrici sono stati tranciati e portati via con conseguente danneggiamento della rete d’illuminazione. Non basta. Secondo i bene informati, la recinzione del cosiddetto complesso di edilizia popolare noto come «l’incompiuto» ha costretto i pusher a spostarsi di zona e sarebbero loro a interrompere il flusso di corrente per spacciare indisturbati nella penombra.









