Almeno 35mila persone in più rispetto all’atteso sono morte in Europa durante le quattro ondate di calore consecutive che, a partire da maggio, hanno frantumato i record storici in centinaia di stazioni meteorologiche (e la quinta ondata è appena partita nell’Italia centromeridionale). Non è ancora il conto definitivo dell’estate, ma soltanto un primo drammatico acconto: le stime messe in fila dal The Guardian coprono appena metà del continente e non comprendono i bilanci consolidati di agosto.

In base alle stime finora disponibili, Germania, Francia e Spagna hanno già superato insieme i 25mila decessi in eccesso. Il bilancio più pesante arriva dalla Germania, dove il Robert Koch Institute ha stimato 14mila morti attribuibili al caldo tra il 6 aprile e il 9 agosto, di cui 9.600 nella sola settimana dal 22 al 28 giugno. È già la peggiore estate registrata nel Paese, ben oltre il precedente massimo di 8.900 vittime raggiunto nel 2018.

In Spagna, il sistema di monitoraggio dell’Istituto sanitario Carlos III attribuisce al caldo 4.947 decessi tra maggio e la terza settimana di agosto, superando il record di 4.520 registrato nel 2022. In Francia, dove oltre 500 stazioni hanno oltrepassato i 40 °C e per alcuni giorni il 98% del territorio è stato sottoposto ad allerta, l’Agenzia nazionale di sanità pubblica ha contato 7.300 morti in eccesso tra la fine di maggio e il 22 luglio. Ma anche questo dato è parziale: mancano agosto e una quota dei certificati di morte non ancora digitalizzati.