| 25 Agosto 2026 13:03 |

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(Adnkronos) – Flavia Milani Comparetti, erede in quanto nipote del priore di Barbiana, e la Fondazione Don Milani hanno presentato un ricorso cautelare al Tribunale di Lucca per chiedere la rimozione della targa ai piedi della statua di don Lorenzo Milani a Vagli di Sotto. La targa ha destato scalpore e rabbia, soprattutto tra gli ex allievi del sacerdote, alcuni dei quali hanno firmato l’atto giudiziario. La targa recita: «Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi». La notizia è riportata oggi dal “Corriere Fiorentino” con un articolo a firma di Mario Lancisi, giornalista e scriittore, biografo di don Milani.

Nel ricorso, presentato, tra gli altri, dall’avvocato e giurista Piero Ichino, la cui famiglia fu molto amica di don Milani, si sostiene che la frase incisa sulla lapide contestata non può essere considerata «come una sintesi, neppure approssimativa, neppure parziale, del suo pensiero e del suo insegnamento. Ne consegue che quella frase — anche se potesse dimostrarsi (ma non lo si può) che essa sia stata effettivamente da lui pronunciata — non potrebbe mai essere proposta come rappresentativa, né tantomeno emblematica, dell’eredità culturale e spirituale del priore di Barbiana».